Francine Farrugia, ex manager finanziaria del noto istituto MCAST, è accusata di una truffa shock da capogiro: avrebbe sottratto ben 2,3 milioni di euro attraverso un sistema di stipendi fantasma. Dopo mesi di indagini serrate e testimonianze chiave, il tribunale ha stabilito che ci sono prove sufficienti per rinviarla a giudizio. Il tutto si sarebbe consumato nell’arco di due anni, sotto gli occhi – o meglio, nell’ombra – dell’apparato amministrativo del college.
Un piano tanto semplice quanto diabolico: falsificare buste paga per poi dirottare quei fondi direttamente sui propri conti personali. Questo quanto emerso da una seduta in cui la magistrata Rachel Montebello ha ascoltato ulteriori dettagli su come i pagamenti venivano gestiti all’interno di MCAST. E la realtà dipinta in aula è sconcertante.
Il martedì in questione, si è parlato delle modifiche apportate al sistema paghe di MCAST dopo che il Chief Financial Controller aveva esaminato i file di audit. Valerie Attard, direttrice delle Risorse Umane, ha dichiarato che il dipartimento paghe – dove lavorava Farrugia – era sotto la sua supervisione.
Farrugia era entrata in MCAST nel dicembre 2019, per poi essere trasferita come manager senior al reparto paghe. Lì, aveva in mano l’intera gestione degli stipendi, un potere che avrebbe sfruttato in modo illecito.
Attard ha riferito che Farrugia doveva inviare il file di audit ogni ultimo lunedì del mese entro le 9 del mattino. A quel punto, Marita Brincat, Chief Financial Officer, controllava il file e, una volta pronto – nel pomeriggio o in serata – scriveva a Farrugia: “audit checked and ready. Proceed to issue the bank file.”
Il file bancario, cioè la lista dei pagamenti, veniva poi inviato il mercoledì mattina. Durante questo lasso di tempo, ha spiegato Attard, potevano esserci modifiche, come la cessazione o il periodo di prova di qualche dipendente.
Attard ha precisato che una volta inviato il file al CFO, lei non veniva informata di eventuali modifiche successive. Alcuni cambiamenti derivanti dal contratto collettivo rientravano nelle competenze delle Risorse Umane, ma certi bonus, come quelli per il programma Erasmus, venivano gestiti direttamente dal financial controller.
La testimone ha aggiunto che Anita Muscat, Manager I del reparto, si occupava della riconciliazione del payroll con i documenti FS5, ma non aveva mai notato anomalie.
Alla domanda su eventuali ritardi nell’invio dei file da parte di Farrugia, Attard ha ricordato di averle inviato una mail di sollecito, mentre il CFO si era lamentato soltanto di ritardi, mai di modifiche sospette.
Il margine di tempo era stretto, ha dichiarato la testimone, e la pressione era elevata quando il file arrivava in ritardo.
Il monte stipendi mensile di MCAST si aggirava attorno ai 2,3 milioni di euro, ma in certi mesi poteva arrivare a 2,4 milioni.
In merito a buste paga eliminate, Attard ha raccontato di aver appreso da Brincat dell’esistenza di una busta paga extra da 9.000 euro, non cancellata dal sistema Dakar dopo l’arresto di Farrugia.
Buste paga cancellate dal sistema Dakar non venivano incluse nei report di riconciliazione, ha spiegato Attard, sottolineando che solo Dakar disponeva della cronologia completa delle operazioni e dell’utente responsabile dell’eliminazione.
Sia Farrugia che Muscat avevano pieno accesso al sistema e potevano cancellare buste paga. Attard ha ammesso di non essere mai stata a conoscenza delle eliminazioni operate da Farrugia.
La testimone ha aggiunto di non sapere cosa venisse effettivamente versato ai dipendenti alla fine del mese.
Durante il controinterrogatorio, Attard ha spiegato che il CFO effettuava l’audit su un campione di 50 file, come previsto dalla procedura operativa standard. Lei non partecipava alla scelta dei file: tutto era gestito dal CFO.
Alla domanda su chi verificasse le modifiche dopo il controllo del CFO, Attard ha detto di inviare i documenti a Farrugia e Muscat, ma di non controllare se le modifiche venivano effettivamente implementate.
Al termine dell’udienza, la corte ha stabilito che le prove raccolte sono sufficienti per mandare Farrugia a processo.
I pubblici ministeri Michael Muscat e Alessia Schembri hanno sostenuto l’accusa, assistiti dall’ispettore di polizia Wayne Rodney Borg.
Gli avvocati Peter Fenech e Amy Zahra difendono l’imputata.
Gli avvocati Stefano Filletti e Thea Lynn Cesare rappresentano MCAST. Filletti rappresenta anche il ministero dell’Istruzione.
Foto: [Archivio Times Of Malta]