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Malta

In immagini: I principali punti di riferimento della Valletta che non ci sono più

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Uno dei mulini a vento che si trovavano sul lato sud di Marsamxett a La Valletta.

Il punto di vista di un cinico potrebbe essere che La Valletta vanta così tanti punti di riferimento che può permettersi di perderne qualcuno. Non sarei così compiaciuto.

Nessuno si aspetta che una città progettata quasi 500 anni fa rimanga sotto vuoto e soffocata dalla naftalina. Le città sono organismi viventi e sopravvivono grazie alle loro dinamiche. Crescono e decadono, mutano per adattarsi alle mode, ai bisogni e ai capricci. Le città spesso proiettano in muratura lo spirito dei loro abitanti.

The Auberge d’Auvergne, in Kingsway, destroyed by enemy action, today the site of the law courts.

L’Auberge d’Auvergne, a Kingsway, distrutto da un’azione nemica, oggi sede del tribunale.

Interior of the Greek Catholic church ‘Damascena’, in Archbishop Street, blitzed during WWII.

Interno della chiesa greco-cattolica “Damascena”, in Archbishop Street, bombardata durante la seconda guerra mondiale.

The original Carmelite church, demolished to be replaced by today’s modern rotunda.

La chiesa carmelitana originale, demolita per essere sostituita dall’attuale moderna rotonda.

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Ponsonby’s Column, a memorial erected near Hastings Gardens and destroyed by lightning in a violent 1864 storm.

La Colonna di Ponsonby, un monumento eretto nei pressi di Hastings Gardens e distrutto da un fulmine in un violento temporale del 1864.

The Valletta Elementary School built near Fort St Elmo in the early 20th century and destroyed by bombing during WWII.

La Scuola Elementare della Valletta, costruita nei pressi di Fort St Elmo all’inizio del XX secolo e distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La Valletta ha subito la sua parte di mutazioni, alcune al di fuori del controllo di chiunque, altre autoinflitte. I danni di guerra hanno avuto il loro peso. Delle sette auberges dell’Ordine, due hanno incontrato il loro destino grazie alle amorevoli cure del nemico, un’altra per scelta deliberata. Alcune chiese furono colpite direttamente. Altre, come Nibbia, non irrimediabilmente danneggiate, furono in seguito cancellate in modo vandalico.

Two dismantled Valletta landmarks – Nibbia church and the university anatomical theatre.Due monumenti della Valletta smantellati: la chiesa di Nibbia e il teatro anatomico dell’università.

Lo stesso vandalismo filisteo ha preso di mira il Mandraġġ, che domina Marsamxett. Orribili minus sociali la avviliscono: sovraffollamento, illegalità, povertà, mancanza di servizi igienici. Invece di affrontare queste sfide reali, il governo ha scelto la via più facile: radere al suolo l’antico agglomerato urbano. Se fosse stata adeguatamente riabilitata, una baraccopoli originaria del Cinquecento sarebbe stata oggi una delle principali attrazioni di La Valletta: si veda l’attuale Petit France, un tempo la famigerata favela di Strasburgo.

The Manderaggio, overlooking Marsamxett Harbour, dismantled as slum clearance.Il Manderaggio, che si affaccia sul porto di Marsamxett, smantellato per lo sgombero della baraccopoli.

Pubblico una ventina di monumenti di spicco della Valletta che non ci sono più e di cui ho le fotografie.

Partial view of the 19th century Chapel of Bones, destroyed in World War II.Vista parziale della Cappella delle Ossa del XIX secolo, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Sono scomparsi anche altri monumenti, come la maestosa fontana del Nettuno che si affaccia sulla Marina del Grand Harbour, il palazzo abbattuto per costruire la Borsa, il terzo centrale di Palazzo Spinola raso al suolo per trasformarlo in “fletsijiet“, il Ginnasio Britannico, che precedeva la Banca Centrale, e la fontana della Guardia Principale smantellata per permettere ai soldati di avanzare a destra senza ostacoli.

The Military Gymnasium, c. 1910, on the footprint of today’s Central Bank.Il Ginnasio Militare, 1910 circa, sull’area dell’attuale Banca Centrale.

In foto: Altri monumenti della Valletta che non ci sono più

Tutte le vecchie attrazioni verticali della capitale sono scomparse, senza alcuna eccezione

Diversi dei principali punti di riferimento che un tempo profilavano La Valletta, oggi, per una moltitudine di ragioni, non lo fanno più. In una precedente pubblicazione ne sono stati registrati alcuni ancora presenti dopo gli anni ’40 del XIX secolo, quando fu inventata la fotografia, e oggi documenterò altre perdite.

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A late 19th century view from Marsamxett, still showing two windmills and the Ponsonby Column.

Una veduta della fine del XIX secolo da Marsamxett, che mostra ancora due mulini a vento e la colonna di Ponsonby.

St Elmo lighthouse, demolished in World War II.

Il faro di St Elmo, demolito durante la Seconda Guerra Mondiale.

The monumental statuary formerly adorning the facade of the Exchange Building.

La statuaria monumentale che un tempo ornava la facciata dell’Exchange Building.

Una caratteristica curiosa, quasi certamente casuale, è che tra le vittime delle ingiurie del tempo ci sono tutte le attrazioni verticali di La Valletta. Un’orizzontalità quasi monotona caratterizza il paesaggio urbano. Prima dell’erezione della guglia della Cattedrale anglicana di San Paolo e, più recentemente, della cupola della Basilica dei Carmelitani, quasi nessun montante disturbava l’uniforme planarità dei tetti.

The fountain in front the Auberge d’Auvergne removed in the 1920s to be replaced by the Great Siege monument.La fontana di fronte all’Auberge d’Auvergne fu rimossa negli anni Venti per essere sostituita dal monumento al Grande Assedio.

Solo pochi lo fecero: i mulini a vento di Marsamxett, la colonna di Ponsonby, il faro di Sant’Elmo, le ciminiere della panetteria dell’Ordine, la torretta di Castiglia, la colonna di Verdalle e, nelle vicinanze, le imponenti ciminiere gemelle della vecchia centrale elettrica Floriana. Ora sono tutte scomparse, senza alcuna eccezione. È come se la città avesse intrapreso una guerra sistematica contro tutti i suoi simboli fallici.

The fourth gateway of Valletta designed by architects Morpurgo and Zavellani Rossi.

La quarta porta di Valletta, progettata dagli architetti Morpurgo e Zavellani Rossi.

The third city gate, built by the colonial administration in the 19th century.

La terza porta della città, costruita dall’amministrazione coloniale nel XIX secolo.

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The original Porta di Monte being demolished to be replaced by today’s Victoria Gate.

La Porta di Monte originale demolita per essere sostituita dall’attuale Victoria Gate.

Il blitz nemico ha causato la maggior parte della distruzione dell’ambiente costruito di La Valletta. Sui quattro lati, gli edifici storici circondavano la Concattedrale di San Giovanni. Nessuno di essi sopravvisse alla furia: tutti furono rasi al suolo. Coloro che credono nei miracoli faranno notare che, circondata da questa devastazione indiscriminata, St John’s rimase illesa, ad eccezione di un piccolo colpo tedesco che, ironia della sorte, danneggiò la… cappella tedesca.

The historic ‘Casa del Giuoco’ near Hastings Gardens, dismantled in 1972 to be rebuilt in the Dragonara grounds.

La storica “Casa del Giuoco” vicino agli Hastings Gardens, smantellata nel 1972 per essere ricostruita nel parco della Dragonara.

Gateway to the Ferreria, the Order’s foundry, replaced by today’s Palazzo Francia.

Porta della Ferreria, la fonderia dell’Ordine, sostituita dall’attuale Palazzo Francia.

The postwar Embassy Complex

Il complesso dell’Ambasciata nel dopoguerra

La Valletta aveva già subito un’ondata di distruzioni vandaliche prima della guerra, quando alcuni palazzi dei cavalieri furono abbattuti per costruire al loro posto blandi blocchi di appartamenti, come gli edifici di San Paolo, il Palazzo Bartolo, gli appartamenti Spinola, gli edifici Vincenti. Il bel patrimonio a volte può essere sacrificabile. Il lucro non lo è mai.

The 19th century Royal Opera House, one of the landmarks of Valletta, a major victim of the Nazi air raids.La Royal Opera House del XIX secolo, uno dei simboli di La Valletta, vittima dei raid aerei nazisti.

The naval picket house surmounting Kingsgate. Demolished after the war.Il picchetto navale che sovrasta Kingsgate. Demolito dopo la guerra.

Tutte le immagini provengono dalle collezioni dell’autore

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