Malta

Grech e l’assenza alla protesta: una scelta che divide

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Il leader dell’opposizione Bernard Grech è finito nel mirino dopo aver scelto di non partecipare alla protesta di domenica contro la riforma delle inchieste magisteriali del governo. Una decisione che ha suscitato grande sorpresa, ma che lui difende con una freddezza sorprendente: “Penso che possiate comprendere che ognuno ha i propri impegni” ha dichiarato con disinvoltura, chiarendo che non avrebbe sentito la necessità di giustificarli. Ma dietro questa risposta, si nasconde un segreto: il silenzio del leader, assente mentre la piazza si animava di voci e striscioni contro una riforma che, secondo molti, rischia di compromettere l’indipendenza della giustizia a Malta.

Il motivo della sua assenza? Secondo Grech, i suoi impegni erano troppo importanti per essere messi da parte. Il che, però, non ha impedito al leader del Partito Nazionalista di sottolineare che la battaglia contro il governo non si combatte per strada, ma “in Parlamento”. In un’intervista rilasciata al Times of Malta fuori dal Parlamento, Grech ha ribadito che il Partito Nazionalista è in prima linea contro il governo, esprimendo la sua opposizione con forza nei luoghi che ritiene più importanti: “Stiamo facendo quello che nessun altro può fare, cioè combattere con forza contro ciò che il governo vuole in Parlamento”.

La protesta, organizzata da Repubblika e Occupy Justice insieme ad altri gruppi della società civile come aditus, PEN Malta, Vuci Kollettiv e la Fondazione Daphne Caruana Galizia, non ha visto la partecipazione del leader del PN, suscitando la delusione di chi sperava in una sua presenza simbolica. Non sono mancati i commenti critici degli attivisti che, parlando con il Times of Malta, hanno messo in discussione la coerenza del messaggio del partito. E sebbene Grech abbia evitato di confermare o smentire che ci fosse stata una pressione sui deputati del PN per non partecipare, ha risposto con una certa sicurezza: “Il Partito Nazionalista era comunque presente alla protesta, quindi si può dire che il Partito Nazionalista è ovunque”.

Queste parole, però, non hanno placato il malcontento. A chi gli chiedeva come mai tanti membri del suo partito fossero rimasti lontani dalla manifestazione, Grech ha suggerito che ci sono “molti modi per mostrare opposizione”, dalla scrittura sui giornali, al voto in Parlamento, fino, ovviamente, alla partecipazione alle manifestazioni. Ma la domanda resta: davvero la battaglia per la giustizia si gioca solo nei palazzi? O la protesta in strada, tra i cittadini, è un tassello essenziale per fermare le riforme che rischiano di minare la democrazia?

In ogni caso, il leader del PN non ha esitato a incoraggiare chi condivide la sua posizione sulla riforma a scendere in piazza per le future manifestazioni organizzate dal suo partito. La tensione continua a salire, ma una cosa è certa: il fronte della protesta non sembra disarmato.

Foto: Matthew Mirabelli
Video: Emma Borg

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