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Attualità

Recenti studi dimostrano la presenza di diversi bacini idrici sconosciuti sul territorio maltese

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L’importanza di conservare l’acqua in diversi serbatoi artificiali sparsi su tutta l’isola ha portato a una ricerca che spiega ciò che i nostri predecessori erano soliti pensare rispetto al settore idrico.

Steve Mallia ha trascorso gli ultime tre anni a ricercare notizie e scattare foto di più di 150 serbatoi, raccogliendo una serie di informazioni a riguardo che ha poi deciso di pubblicare in un libro il cui ricavato sarà devoluto interamente a Puttinu Cares.

The History of Water Storage on the Maltese Islands ci offre una nuova prospettiva su ciò che i nostri avi avevano progettato per conservare l’acqua.

Il clima del paese e le esigenze della popolazione di sostenersi con le provviste di acqua durante i mesi invernali, ha portato gli ingegneri a elaborare idee innovative nel corso degli anni, alcuni delle quali in uso ancora oggi.

Steve Mallia ha lavorato instancabilmente negli ultimi 3 o 4 anni per raccogliere informazioni su questi 150 serbatoi. Dalle sue parole emergono alcune delle idee innovative partorite dagli ingegneri per raggiungere i loro obiettivi.

L’ingegneria idrica si occupa di raccogliere l’acqua dai vari corsi d’acqua e dalle valli, per poi ovviamente trasportare questa risorsa verso la popolazione residente nelle città principali. In questo momento siamo a Floriana, una delle città che, come sappiamo oggi, si rifornisce d’acqua da Wignacourt; siamo in questo luogo perché proprio sotto di noi c’è uno dei più grandi bacini idrici di Floriana, nonché punto di partenza per l’acqua che circola a Valletta.Steve Mallia

Il libro The History of Water Storage sulle isole maltesi è accompagnato da foto di alta qualità, con una tecnica e una composizione precise volte a riprodurre una visione realistica dei serbatoi.

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Ci sono migliaia di serbatoi tra Malta e Gozo, molti dei quali non sono ancora stati trovati, ma sono documentati in antiche planimetrie e vari archivi. Durante la mia ricerca ne ho trovato 150 e sono impressionanti oltreché molto preziosi. Alcuni sono ancora utilizzati per l’acqua domestica, altri per l’irrigazione e altri ancora sono in stato di abbandono; altri ancora sono danneggiati e non possono più raccogliere l’acqua, o non in quantità significative , quindi purtroppo sono stati dimenticati.

Steve Mallia

Mallia continuerà a fare ricerche per rivelare quest’altro mondo nascosto nel sottosuolo e fornirà un aiuto importante per le autorità in modo che questi serbatoi possano essere utilizzati per conservare l’acqua.

L’appassionato ricercatore maltese continuerà i suoi studi cercando archivi, analizzando antichi progetti e planimetrie e parlando con la gente del posto.

Aticolo tradotto da TVMnews.mt

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