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Diritti umani a Malta: in Parlamento la nuova Commissione nazionale

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Il Governo maltese ha portato in Parlamento, per la seconda lettura, il disegno di legge che istituisce la Commissione nazionale per i diritti umani e l’uguaglianza.

La proposta è stata presentata dalla ministra per l’Uguaglianza e i Diritti civili, Rosianne Cutajar, nell’ambito degli impegni annunciati per i primi cento giorni della legislatura.

La riforma mira a rafforzare la tutela dei diritti fondamentali e il contrasto alla discriminazione attraverso un organismo moderno, indipendente e dotato di poteri più ampi.

La nuova Commissione dovrebbe riunire, per la prima volta a Malta, le funzioni di un’istituzione nazionale per i diritti umani e quelle di un organismo per la parità.

Secondo il disegno di legge, la Commissione dovrà operare con indipendenza, imparzialità e autonomia, nel rispetto dei Principi di Parigi delle Nazioni Unite e degli standard europei applicabili alle istituzioni nazionali per i diritti umani.

Il commissario sarà nominato attraverso una risoluzione approvata da almeno due terzi della Camera dei rappresentanti.

I componenti della Commissione, invece, saranno selezionati mediante una procedura aperta e trasparente.

La nuova istituzione raccoglierà l’esperienza maturata dalla Commissione nazionale per la promozione dell’uguaglianza, la NCPE, alla quale il Governo riconosce un ruolo importante nella promozione della parità e nell’assistenza alle persone che hanno subito discriminazioni.

La riforma viene presentata come una risposta ai cambiamenti sociali, tecnologici e normativi intervenuti negli ultimi anni.

Il provvedimento aggiorna il quadro legislativo maltese contro la discriminazione.

Tra le novità figura il riconoscimento della discriminazione intersezionale, che si verifica quando più caratteristiche personali o condizioni si combinano producendo una forma specifica di svantaggio.

La proposta disciplina inoltre la vittimizzazione e le molestie collegate alle caratteristiche protette, comprese quelle realizzate attraverso sistemi elettronici e social media.

Sarebbero vietate anche le istruzioni impartite ad altre persone affinché adottino comportamenti discriminatori.

La lista delle caratteristiche tutelate dovrebbe essere ampliata per rispondere alle realtà presenti e future.

Le protezioni riguarderanno anche l’accesso a beni e servizi, sia nel settore pubblico sia in quello privato.

Eventuali trattamenti differenti saranno ammessi soltanto quando risultino oggettivamente giustificati secondo la legge.

Il disegno di legge rafforza i rimedi disponibili per le persone che subiscono discriminazioni. Il commissario potrà esaminare i reclami, avviare indagini di propria iniziativa, proporre attività di mediazione, assistere le vittime e presentare pareri specialistici davanti a tribunali e corti.

Viene introdotto anche un dovere di uguaglianza per la pubblica amministrazione.

Le istituzioni pubbliche non dovranno limitarsi a evitare comportamenti discriminatori, ma saranno tenute ad adottare misure attive per eliminare le disuguaglianze e promuovere la parità.

La proposta prevede una rappresentanza più equilibrata negli organismi nominati dal Governo.

Per quanto possibile, almeno il 40% delle nomine dovrebbe riguardare donne e almeno un altro 40% uomini.

Per la parte restante, sempre dove possibile, dovrà essere considerata anche la rappresentanza delle persone di genere non binario.

Il provvedimento incorpora inoltre nell’ordinamento maltese il Protocollo numero 12 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, rafforzando ulteriormente il quadro nazionale contro la discriminazione.

La ministra Cutajar ha invitato il Parlamento a sostenere la riforma, affermando che il diritto a vivere senza discriminazioni deve essere concretamente applicabile e non rimanere soltanto un principio formale.

Il testo si trova alla fase della seconda lettura e dovrà quindi completare l’iter parlamentare prima di diventare legge.

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