Le Case del Made in Italy hanno gestito più di 31 mila richieste nel corso del 2025. La rete territoriale del MIMIT conta attualmente 27 presìdi operativi in tutta Italia.
Le Case del Made in Italy hanno gestito oltre 31 mila richieste provenienti da imprese e altri soggetti durante il 2025.
Nei primi quattro mesi del 2026, quasi nove richieste su dieci sono state evase direttamente dalle strutture territoriali nell’arco di una sola giornata.
I risultati emergono dal primo bilancio delle attività della rete, presentato il 1° agosto 2026 a Palazzo Piacentini durante l’evento “Identità territoriale, imprese e innovazione”, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Una rete di 27 presìdi in tutta Italia
La rete delle Case del Made in Italy è composta da 27 presìdi operativi distribuiti sul territorio nazionale.
Il progetto è stato avviato nell’aprile 2024 con l’apertura della prima sede a Torino, mentre l’ultimo presidio è stato inaugurato il 24 luglio 2026 a Cagliari.
Le strutture sono nate dalla riorganizzazione degli Ispettorati territoriali e rappresentano il nuovo punto di accesso del Ministero per le imprese e i territori.
Secondo il MIMIT, la rete è stata realizzata attraverso una riorganizzazione interna, senza nuove assunzioni, utilizzando e valorizzando il personale e le strutture già disponibili.
Quali servizi offrono le Case del Made in Italy
Le Case del Made in Italy forniscono servizi di informazione, orientamento e accompagnamento alle imprese interessate agli strumenti e alle politiche del Ministero.
La loro attività si sviluppa lungo quattro direttrici principali: diffusione delle misure del MIMIT, collegamento con il sistema produttivo e dell’innovazione, raccolta delle esigenze delle aziende e assistenza diretta nell’accesso agli strumenti disponibili.
L’obiettivo è avvicinare l’amministrazione centrale alle realtà produttive locali, con una particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
Cresce la partecipazione delle imprese
Nel 2025, le imprese hanno rappresentato il 68,4% dei soggetti che si sono rivolti alle Case del Made in Italy.
La quota è salita all’85,8% nei primi quattro mesi del 2026, indicando una maggiore utilizzazione dei servizi territoriali da parte del sistema produttivo.
Durante il 2025, la rete ha promosso 500 iniziative, tra eventi pubblici e attività informative, raggiungendo complessivamente più di 45 mila persone.
Nel primo quadrimestre del 2026, le attività organizzate, coorganizzate o alle quali le strutture hanno partecipato sono state quasi 400, con oltre 30 mila persone coinvolte.
Presenza in 16 eventi fieristici nazionali
Le Case del Made in Italy hanno rafforzato anche la propria presenza nelle principali manifestazioni fieristiche.
Nei primi quattro mesi del 2026, la rete ha partecipato a 16 eventi fieristici nazionali, portando i servizi del Ministero nei luoghi in cui le imprese incontrano acquirenti, investitori e potenziali partner commerciali.
L’attività deriva anche dal protocollo triennale sottoscritto dal MIMIT con AEFI e IT-EX e dagli accordi con Fondazione Fiera Milano, Fiera Milano e Veronafiere.
Urso: Ministero più vicino alle imprese
Il ministro Adolfo Urso ha spiegato che le Case del Made in Italy rendono concreta la scelta di mettere le imprese al centro dell’azione ministeriale e di avvicinare lo Stato ai territori.
Secondo Urso, i presìdi territoriali sono chiamati ad ascoltare, orientare e accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese, considerate una componente centrale del sistema produttivo italiano.
Nel corso dell’evento è stato inoltre approfondito il contributo delle Case alla riduzione del divario tra domanda e offerta di competenze, insieme al ruolo delle fiere nella politica industriale, nella promozione del Made in Italy e nell’internazionalizzazione delle aziende.
Il primo bilancio mostra quindi una crescita dell’attività territoriale del Ministero, sia per numero di richieste gestite sia per partecipazione delle imprese agli eventi e ai servizi offerti.