martedì, Maggio 28, 2024
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Il potere dell’autenticità

Debbie Cauchi, responsabile delle persone di Epic

Debbie Cauchi, con un atteggiamento che mescola professionalità e calore palpabile, ha condiviso il suo percorso e la sua filosofia. Iniziata a 16 anni nel settore delle telecomunicazioni, la sua carriera è stata un mosaico di esperienze, dai ruoli rivolti ai clienti alla leadership strategica delle risorse umane, che le hanno permesso di avere una visione completa di tutti gli aspetti del settore.

“I miei primi tre lavori sono stati nel settore delle telecomunicazioni, compreso il mio primo impiego in un call center. Ho visto questo settore da quasi tutti i punti di vista, comprendendo così in prima persona le sfide e le dinamiche a tutti i livelli”, riflette.

Cauchi è entrata nel 2021, poco dopo aver preso il posto del suo predecessore. La transizione non è stata solo un cambiamento di struttura, ma anche di cultura, e richiedeva un team di leadership in grado di navigare in queste acque con autenticità: “È stato un periodo di rapidi cambiamenti, e la capacità di adattamento delle persone dipendeva in modo significativo dalla loro disponibilità alla trasformazione. La comunicazione autentica di questi cambiamenti ha fatto la differenza”.

A parte le sfide, la transizione ha presentato anche una buona dose di opportunità, permettendole di sviluppare e applicare l’etica incentrata sulle persone su cui l’azienda prospera oggi. “È stato un periodo impegnativo, ma ha gettato le basi per ciò che Epic è diventata oggi”, osserva l’autrice, delineando un cambiamento verso una cultura che premia l’unità, l’autenticità, la passione e soprattutto l’atteggiamento del “non dire mai”.

Incarnare lo spirito Challenger di Epic

L’autenticità è al centro della filosofia operativa di Epic, che Cauchi definisce “Epic Challenger Spirit”, un’etica che non si limita a sfidare lo status quo, ma che si preoccupa veramente di fare le cose per bene, di responsabilizzare i dipendenti e di non accettare mai un “no” come risposta. “Qui tutti sono incoraggiati a dare il proprio contributo. Se avete un’idea convincente, siete autorizzati a realizzarla. È così che sfidiamo i vecchi metodi e superiamo i limiti: insieme, come un unico team”

Lo spirito di impegno collettivo e di responsabilizzazione è evidente anche nell’approccio dell’azienda alla diversità e all’inclusione. Epic non si concentra su programmi rigidi, optando per un abbraccio più organico delle diverse prospettive all’interno dei suoi 330 dipendenti. “Non abbiamo bisogno di programmi formali che ci dicano di valorizzare la diversità. È semplicemente ciò che siamo”, afferma Cauchi, orgogliosa della diversità della forza lavoro di Epic.

Dare vita alle proprie idee migliori significa anche che la crescita all’interno dell’azienda dipende in larga misura dal singolo individuo: “Se hai la grinta e la voglia di lavorare, troverai sicuramente delle opportunità di crescita. Io stesso mi considero una prova di ciò, perché non sono entrato in azienda con il mio ruolo attuale”.

Una cultura in cui ogni voce conta

La filosofia di leadership di Cauchi è profondamente radicata nell’empatia e nel desiderio genuino di entrare in contatto con il suo team a livello personale. Apprezza le storie uniche che ogni membro porta con sé in Epic, ritenendo che il riconoscimento di tutti, non solo dei dipendenti, favorisca un ambiente di lavoro più unito e solidale.

Questo approccio orientato alle persone è fondamentale per affrontare le diverse esigenze e aspirazioni della forza lavoro multigenerazionale di Epic, adattando le politiche e le pratiche per renderle più inclusive e accomodanti.

“Ogni generazione porta con sé una prospettiva unica sul significato del lavoro e sul modo in cui dovrebbe inserirsi nella vita”, spiega. “Per i dipendenti più giovani, c’è una maggiore enfasi sulla definizione dei limiti, che non significa disimpegno, ma mantenimento del benessere” Questa consapevolezza guida l’approccio di Epic al team building e al coinvolgimento, assicurando che le iniziative siano in grado di coinvolgere e coinvolgere tutti i dipendenti, rispettando le loro preferenze individuali e le loro definizioni di integrazione tra lavoro e vita privata.

Una delle sue principali strategie prevede che il team delle Risorse Umane effettui controlli regolari con i membri del team: “Se avessi più ore nella giornata, le destinerei specificamente a questo compito. Diamo già molta importanza a queste interazioni, ma migliorare quest’area garantirebbe ulteriormente che tutti si sentano visti e ascoltati”, spiega l’autrice, “È notevole quanto i membri del nostro team apprezzino il fatto che qualcuno si informi sinceramente sul loro benessere. Si crea uno spazio sicuro in cui si sentono riconosciuti e sostenuti”

Un luogo di lavoro in cui ogni individuo si sente in grado di dare il proprio contributo”, Debbie Cauchi, Chief People Officer di Epic

L’impegno a interagire regolarmente non riguarda solo la supervisione, ma anche la creazione di fiducia, di un senso di appartenenza e la garanzia che ogni dipendente si senta valorizzato e ascoltato. La visione centrale di Cauchi per Epic è inequivocabilmente chiara: un ambiente di lavoro in cui ogni individuo si senta autorizzato a contribuire e in cui ogni voce sia importante per plasmare il percorso dell’azienda. Lei incarna genuinamente lo spirito collettivo che definisce Epic, dove la convergenza di talenti e prospettive diverse non è solo accolta, ma celebrata.

“La nostra forza risiede nel nostro spirito collettivo, nel riconoscere e sfruttare i diversi talenti e le diverse prospettive che ogni persona porta con sé”, conclude l’autrice, che racchiude il suo ruolo non solo di leader ma anche di facilitatore di una cultura in cui l’empatia, la comprensione e l’impegno guidano l’innovazione e il successo.

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