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I mercati crollano nel 3° trimestre, mentre la Fed lancia un segnale verso tassi più alti
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3 anni agoon
Può fare un po’ di luce sulla volatilità che abbiamo visto nei mercati in questo trimestre, soprattutto dopo la conclusione speranzosa del secondo trimestre?
GM: Il secondo trimestre si è concluso con una nota di speranza, in gran parte trainata da alcune società selezionate, soprattutto nei settori della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Il sentimento prevalente suggerisce che abbiamo superato il peggio, con i tassi d’interesse che hanno raggiunto il loro picco e che si prevede scenderanno entro il primo trimestre del 2024.
Tuttavia, il terzo trimestre, soprattutto a partire da metà agosto, ha mostrato una storia diversa. La Federal Reserve è diventata il punto focale per gli investitori, in quanto ha lasciato intendere un periodo prolungato di tassi d’interesse elevati, al di là delle precedenti previsioni di mercato.
Mentre le aspettative propendevano per una recessione nel mondo sviluppato entro il terzo trimestre, la realtà è stata più sfumata. La Germania, la più grande economia europea, è entrata in recessione, ma i riflettori restano puntati sugli Stati Uniti, che finora non solo hanno evitato la recessione, ma hanno anche registrato un calo dell’inflazione, un’occupazione stabile e una crescita economica continua. La narrativa si è quindi spostata da un’anticipazione della recessione a un nuovo mantra: “più alti più a lungo” per quanto riguarda i tassi di interesse.
Come si sono adattati i mercati a questo cambiamento retorico?
GM: I mercati azionari, in particolare i settori sensibili alle fluttuazioni dei tassi, hanno subito un impatto significativo. Le società di crescita e il settore immobiliare, entrambi sensibili agli adeguamenti dei tassi, ne hanno risentito in modo particolare.
Nel periodo in esame, l’indice S&P 500 IT Sector ha perso il 5,6%, mentre l’indice S&P 500 Real Estate ha perso quasi il 9%. Il settore energetico, invece, ha registrato guadagni a due cifre nel terzo trimestre, grazie alla decisione di Russia e Arabia Saudita di ridurre la produzione, alimentando inavvertitamente l’inflazione.
Anche alcuni settori, in particolare quelli i cui prodotti sono considerati non essenziali, stanno sentendo la pressione, poiché i consumatori si trovano sempre più spesso a dover scegliere quali prodotti possono permettersi di acquistare.
Che consiglio darebbe a chi sta ancora puntando sulle azioni?
GM: Alcuni analisti hanno mantenuto una posizione ribassista anche durante il rally del secondo trimestre, citando la fragilità del mercato e la sua suscettibilità agli shock. Ciò è supportato dal fatto che i mercati si sono mossi più o meno in accordo con le speculazioni su quando la Fed inizierà a ridurre i tassi di interesse. Questo è in parte il motivo per cui siamo rimasti molto cauti quest’anno.
Ci auguriamo che le banche centrali riescano a guidare l’economia verso un atterraggio morbido
Sebbene le strategie di investimento dipendano dagli obiettivi individuali, dalla tolleranza al rischio e dagli orizzonti temporali, un consiglio generale è quello di stare alla larga dalle società a piccola capitalizzazione, in particolare nei periodi di crisi economica, a causa della loro forte dipendenza dal debito, dei finanziamenti esterni, della mancanza di potere di determinazione dei prezzi e della limitata portata globale.
E il mercato obbligazionario?
GM: Il mercato obbligazionario, ancora caratterizzato da una curva dei rendimenti invertita, ha rispecchiato la convinzione che il picco dei tassi di interesse fosse ormai alle spalle. Tuttavia, i recenti segnali della Federal Reserve hanno modificato questa prospettiva.
La curva sta iniziando ad appiattirsi, in quanto i rendimenti obbligazionari a lungo termine sono aumentati più delle loro controparti a breve termine, indicando una rapida evaporazione dell’ottimismo a lungo termine. Questo movimento sta offrendo agli investitori obbligazionari interessanti opportunità di reddito da interessi, dopo anni di tassi d’interesse molto bassi.
Il mercato delle obbligazioni ad alto rendimento, nonostante i timori di recessione incombenti, ha dimostrato una performance robusta, diventando uno dei settori più performanti di quest’anno. Le società sono riuscite a rifinanziare il proprio debito, spingendolo più in là nel tempo, il che ha sostenuto la domanda di queste obbligazioni ad alto rendimento.
Di recente abbiamo sentito parlare molto della Cina, sia in termini di performance economica che di rapporti con l’Occidente. Prevede ulteriore volatilità in futuro?
GM: La Cina è in difficoltà sul fronte economico, come abbiamo visto con i problemi del settore immobiliare. Finora Pechino si era accontentata di sostenere il settore, ma sembra che non sia più così. Il rallentamento della Cina sta già provocando ripercussioni sull’economia globale e potrebbe ancora aumentare.
Il mercato europeo del lusso, tradizionalmente guidato dai consumatori cinesi più abbienti, sta risentendo dei problemi economici della Cina. Questo rallentamento non è solo un problema interno della Cina, ma rappresenta una preoccupazione sostanziale per diversi settori globali, in particolare quelli come l’industria manifatturiera e automobilistica, che sono molto sensibili ai dati economici negativi provenienti dalla Cina. Nonostante le evidenti tensioni diplomatiche, è fondamentale notare che i legami economici tra Cina e Occidente rimangono forti e intrecciati. La complessità di queste relazioni fa sì che le perturbazioni dell’economia cinese abbiano ripercussioni ampie e impattanti sui mercati globali, e siano potenzialmente una fonte di maggiore volatilità nei mesi a venire.
Alla luce di tutto ciò, che tipo di strategia di portafoglio si dovrebbe adottare in futuro?
GM: Alcuni gestori di fondi sono ultra-rivoluzionari su una recessione immediata in caduta libera. Ad esempio, alcuni credono che le banche centrali si sbaglieranno e hanno abbandonato le posizioni ad alto rendimento e riallocato i loro portafogli verso le obbligazioni sovrane a lungo termine. La strategia avrebbe avuto una buona performance nel secondo trimestre, ma non appena la Fed ha segnalato un periodo prolungato di tassi di interesse elevati, ha iniziato a perdere slancio.
A nostro avviso, al momento si dovrebbe puntare sui titoli di Stato a breve termine e su altri asset di alta qualità.
Come sempre, è necessario un mix di cautela e gestione strategica del rischio, ma per noi l’obiettivo principale è proteggere il valore del portafoglio in questo periodo di volatilità.
La retorica del terzo trimestre, in particolare per quanto riguarda i tassi d’interesse e la stretta economica, si diffonderà probabilmente anche nel quarto trimestre e nel corso del prossimo anno e porterà a preferire la qualità agli asset più rischiosi.
Ci auguriamo che le banche centrali riescano a fare la cosa giusta e a guidare l’economia verso un atterraggio morbido.
Nel frattempo, continueremo a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato obbligazionario, che ci offre l’opportunità di aggiungere qualità e aumentare il reddito da interessi nei portafogli dei nostri investitori per gli anni a venire.
Questa intervista non intende fornire consigli di investimento e i contenuti in essa contenuti non devono essere interpretati come tali. La società è autorizzata a prestare servizi di investimento dalla MFSA, ai sensi dell’Investment Services Act. Gli investitori devono ricordare che i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri e che il valore degli investimenti può diminuire o aumentare. Per ulteriori informazioni, contattare Jesmond Mizzi Financial Advisors Limited, 67, Level 3, South Street, La Valletta, al numero di telefono 2122 4410