Economia

Malta, finanziaria 2027: continuità o trasformazione? Il nodo del settore pubblico

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Con lo Stato come datore di lavoro dominante, il settore privato continua a segnalare carenze di manodopera.

Durante l’evento Times of Malta finanziaria 2027, il ministro delle Finanze ha sottolineato che il nostro “ricorso” alla manodopera di Paesi terzi è dovuto al fatto che le imprese hanno costantemente scelto “manodopera molto più economica rispetto a investimenti di capitale più costosi”. Ha aggiunto: “Se vogliamo aumentare la produttività, la strada da seguire è senza dubbio avere meno manodopera e più capitale. E chi organizza il processo produttivo? È il datore di lavoro”.

Ha ragione nella diagnosi, ma l’analisi è incompleta perché attribuisce la responsabilità ai datori di lavoro, lasciando inesplorata la responsabilità dello Stato stesso.

Se vogliamo un dibattito serio su questo tema, dobbiamo partire dal riconoscere che questo ricorso alla manodopera di Paesi terzi è più una questione di necessità che di scelta, più strutturale che finanziaria.

Dobbiamo approfondire per capire meglio cosa contribuisce alle carenze di manodopera, alla bassa produttività e al calo di competitività che lui giustamente segnala.

Con lo Stato come datore di lavoro dominante, il settore privato continua a segnalare carenze di manodopera.

Sul tema degli investimenti di capitale piuttosto che del ricorso alla manodopera, va notato che, sebbene Malta si collochi ai primi posti in e-government, con servizi pubblici online più snelli, bisogna chiedersi se questo abbia prodotto il dividendo di efficienza atteso, sotto forma di una burocrazia offline più snella e di un organico pubblico più ridotto.

Noi diciamo che abbiamo bisogno di manodopera di Paesi terzi perché i lavoratori maltesi non sono disponibili in numero sufficiente. Una narrazione più accurata è che i lavoratori maltesi non sono adeguatamente disponibili per il settore privato perché sono stati assorbiti dallo Stato.

Premiamo la presenza invece della produttività. Nel settore privato, la crescita salariale deve essere guadagnata attraverso la produttività. Nel settore pubblico è in gran parte automatica, guidata dall’anzianità e dai contratti collettivi, non dal rendimento. Questo scollega le retribuzioni dal rendimento e, con una responsabilità debole, distorce le aspettative, compromettendo quella spinta alla produttività tanto necessaria.

Il ministro ha giustamente chiesto un dibattito informato in vista del bilancio. Un passo positivo in questa direzione sarebbe la presentazione di un consolidamento completo del settore pubblico, comprensivo delle sue strutture parallele.

La nostra economia deve essere guidata più dalla materia grigia e meno dalle gru– Norman Aquilina

Secondo i dati NSO di aprile 2026, il 18% dei posti di lavoro a tempo pieno è classificato come settore pubblico. Ma si tratta solo della parte visibile. Il conteggio include solo ministeri, dipartimenti e comuni. Esclude un ampio settore pubblico parallelo, agenzie, autorità, entità statali e molti lavoratori esternalizzati che sono sul libro paga pubblico ma classificati come privati.

Nel discorso sul bilancio dello scorso anno ci è stato detto che “Vision 2050 non è un documento ma un piano di trasformazione con un quadro di attuazione chiaro e obiettivi definiti”. Il finanziaria 2027 dovrebbe essere giudicato su questo punto di riferimento.

Quella trasformazione tanto necessaria non può essere realizzata solo con misure incrementali. Richiede scelte e una riallocazione verso la produttività.

Uno dei pilastri centrali di Vision 2050 è il passaggio a un modello ad alto valore e alta produttività. La nostra economia deve essere guidata più dalla materia grigia e meno dalle gru. Ciò richiede che il talento confluisca verso aziende scalabili e innovative, dove crea il massimo valore intellettuale esportabile, e non rimanga intrappolato in ruoli a bassa produttività.

Il prossimo bilancio deve fornire un seguito misurabile del nostro percorso Vision 2050. Dove siamo? Quali progressi sono stati fatti? Cosa è in ritardo e cosa farà questo bilancio per avvicinarci ai nostri obiettivi?

Il documento di consultazione pre-bilancio fissa subito il tono. Il suo tema centrale è sostenere una crescita forte “proteggendo il Paese” e “preservare quella forza e costruirvi sopra”. È il linguaggio della continuità, non della trasformazione.

Dobbiamo restare fermi sulla trasformazione come logica di fondo che migliora la qualità e la sostenibilità della nostra crescita; altrimenti finiremo con un bilancio socialmente generoso e politicamente sicuro, ma strategicamente carente.

La continuità gestisce il presente, la trasformazione prepara il prossimo decennio. Il giudizio è riservato fino a oggi, 26 ottobre.

Norman Aquilina è presidente di una società quotata in borsa ed ex Group CEO.

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/finanziaria-2027-continuity-transformation.1136045

Credit foto di copertina: foto d’archivio

Traduzione dell’articolo originale del Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/finanziaria-2027-continuity-transformation.1136045

Traduzione fatta con sistema di agenti AI e potrebbero esserci errori.

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